LA JOVENC

Barry Adamson, che assieme ad Angelo Badalamenti ha firmato molte delle colonne sonore per David Lynch, ha definito la sua musica “superba”.
Nicolette dei Massive Attack lo ha voluto come collaboratore.
John Zorn ha apprezzato il suo lavoro.
Gli Art Ensemble of Chicago hanno elogiato le sue rielaborazioni dei loro pezzi.

Chi è Giovanni Dal Monte, alias La Jovenc?

Verso i dieci anni la prima chitarra regalata dal marito della tata, dopo aver ascoltato commuovendosi “the house of the rising sun”.

Ascolta il rock mentre gli altri bambini giocano a football ed impara a strimpellare da solo. Registra su nastro i riffs che gli vengono in mente passeggiando.

A quindici anni la prima rockband, con strumenti noleggiati di nascosto: la famiglia infatti non vuole che lui suoni. L’anno dopo ascolta “Voodoo chile” e tutto si trasforma: il suo suono ed il suo mondo musicale diventano hendrixiani. Ascolta rock, reggae, funk, fusion, psichedelica. Inizia a studiare violino, continuando a suonare la chitarra. Suona in diversi gruppi blues e forma le “Zanzare Selvagge”, alternative band di una certa popolarità locale, suonando in giro per l’Italia.

Durante un’estate molto triste a Milano, ascolta Billie Holiday; ha venti anni ed é un incontro che ricorderà per tutta la vita. Inizia ad ascoltare più approfonditamente il jazz; il free ed il cool, le big bands e i crooners. Ascolta musica classica e contemporanea, scrive musica per reading di poesia, per cortometraggi e trasmissioni televisive e compone una colonna sonora originale per il “Nosferatu” di F.W.Murnau, eseguita solo con un synth, una chitarra elettrica ed un quattro-piste.

Re-inizia a suonare dal vivo portando “Nosferatu” nei teatri.La commissione per le musiche di un film che deve essere presentato al Sundance Festival lo convince a comprare il primo computer: é il 1999. Si innamora della musica elettronica e concreta. Registra il primo CD autoprodotto “Sulla natura delle cose”, creandolo per gli ambienti del Palazzo delle Esposizioni a Faenza. Il lavoro vuole essere l’incontro (ed il recupero) dei suoi trascorsi musicali giovanili in un aggiornamento elettronico. È il 2002, anno in cui si laurea col massimo dei voti in Storia dell’Arte.

L’anno seguente produce il suo secondo CD, “Lo-Fi Apocrypha”, un’opera non facile, senza uno stile lineare. Elettronica, blues, glitch, jazz. È un diario privato, paradossale, che fissa in un’istantanea le diverse personalità coesistenti in quel momento.

Nel 2004 produce il CD “Birds make love with electric ladybugs”, che é pensato inizialmente per una mostra di fotografie di insetti ed una mostra di paesaggi. Interamente composto da samples di insetti ed uccelli, é un racconto che vede gli insetti arrivare da Marte ed insegnare agli uccelli della terra a cantare, dialogando tra loro. Le sue musiche intanto vengono richieste per nuove installazioni di artisti in prestigiosi musei e gallerie (Il Cubo-Milano, L’Archivolto-Milano, Museo Zauli-Faenza etc.). Gli viene commissionata una colonna sonora originale da eseguire dal vivo per il film muto “Lulù – Die buchse der Pandora” di G.W.Pabst.

Il quarto CD , da alcuni anni in preparazione, arriva nel 2005: “The Opposite of Orange”. Come il primo ed il secondo contiene tra l’altro pezzi vecchi di 15 anni, recuperati per motivi sentimentali e riadattati. È una sintesi tra jazz ed elettronica, entrambi generi portati alla mescolanza ed alla contaminazione. Il titolo non nomina volutamente il blu , il blues (l’opposto di arancione) per evitare l’uso di un termine così già abusato. È un album oscuro, “geroglifico” nella sua struttura jazz, magico nella composizione e nel feeling. I ruoli si mischiano, i samples elettronici suonano free jazz e i saxofoni ripetono loops nei campionatori. Le musiche dell’album vengono scelte da J. Giraldi per il suo pezzo teatrale “Ultima chiamata”, che girerà in Italia. “The Opposite of Orange” viene nominato dal PAI (Premio Avanguardia Italiana) come una delle proposte più interessanti dell’anno.

Utilizzando i campioni da due dei concerti più ambigui di W.A. Mozart, K491 e KV421, ricostruisce un concerto ipotetico, un’opera a sé stante, assolutamente mozartiana ma ricreata ex novo. Nel 2007 firma un contratto con WLM UK records per la vendita su iTunes® degli ultimi due albums, partecipando inoltre allo Storung Festival di Barcellona, in cui suona a fianco di artisti come Murcof, Scanner etc. e all’Ixmae Festival di San Francisco. Nello stesso anno vince l’Ixem National live set competition con il video della canzone “Going Home” da “The Opposite of Orange” e l’etichetta spagnola Storung rilascia una compilation con due pezzi tratti da Lo-Fi Apocrypha.

Nel 2008 il regista-icona Bruce La Bruce vuole la sua canzone “Going Home” per il suo nuovo film “Otto, up with dead people“. Esce la colonna sonora del film per l’etichetta tedesca Crippled Dick Hot Wax, dove é presente la musica di La Jovenc assieme a quella di artisti come Antony and the Johnsons e Cocorosie. L’etichetta norvegese Planet Origo si interessa alla vendita dei suoi primi 2 album. La musica de La Jovenc viene suonata a “Battiti”, uno dei più importanti programmi radiofonici nazionali. Crea musiche per Iris Dance Company. Nel 2009 l’etichetta svizzera Trepok pubblica una compilation con incluso un brano de La Jovenc, “Nothing is changed” tratto da LO-Fi Apocrypha. Nella compilation sono presenti, tra gli altri, Philippe Petit, Vitor Joaquim, Bit-tuner, Ritornell, etc.

Esce l’album “Superanima”, dopo 3 anni di preparazione. In inglese Super Soul, è un lavoro che si spinge in profondità , introspettivo. L’album ha un procedere quasi sinfonico, come se fosse una suite unica. Il soul qui non è quello che si balla, l’anima è percorsa nell’interno attraverso il linguaggio dell’elettronica. I pochi testi cantati parlano di abbandono, delle insicurezze di ogni essere umano (presente anche la cover di “Deep Song” di Billie Holiday) ma anche di temi sociali come l’intolleranza religiosa. La batteria jazz di Dario Mazzucco in alcuni brani aggiunge vita ai campionamenti. Dal disco sono tratti due video “Sicilian yell for Ayaan Hirsi Ali” e “Free from the men of god” (con ToBork Ram ai sintetizzatori), girati da Pier Giorgio De Pinto, con il quale inizia una felice collaborazione in diversi progetti.

Nel 2010 il regista icona canadese Bruce La Bruce di nuovo inserisce la musica de La Jovenc (“Alla fine sarà acqua” tratto dal primo cd “Sulla natura delle cose”) nella colonna sonora del suo film “L.A.Zombie” che, appena uscito, diventa subito cult al festival del cinema di Locarno in Svizzera. Collabora di nuovo per il cinema con M.Bartoli (creando la colonna sonora del del documentario “Polvere” sugli artisti Bertozzi-Casoni) e con J.Giraldi, per la colonna sonora del corto “Mercurio”. Nel 2011 partecipa alla performance PNEUMA al CACT (Centro Arte Contemporanea del Ticino, in Svizzera), diretta da Pier Giorgio De Pinto con la partecipazione della ballerina Sara Nesti. Nello stesso anno di nuovo una collaborazione con Bruce LaBruce, che gli commissiona l’intera colonna sonora per “Fucking different XXX: Offing Jack”, terza pellicola con il regista canadese.

Esce l’album “Perverse or polymorphous”. Il titolo rimanda alla famosa definizione freudiana. La musica rimane elettronica, ma complessivamente più accessibile . Tutte le tracce sono cantate, i testi a volte intimi a volte crudi, ispirati ad uno humor alla C.Porter. Voce in stile crooner contorto su basi di big bands campionate. Varietà di atmosfere ed una sottile vena camp che percorre il disco. Una traccia ospita la chitarra e la voce dell’artista spagnolo Volador. Un album pop, come pop può essere inteso da La Jovenc.